Una lesione permanente riportata alla nascita, dieci anni di accertamenti e una condanna civile da 467.426,79 euro. Il Tribunale di Avellino ha riconosciuto in primo grado la responsabilità della Clinica Malzoni per i danni subiti da una bambina durante il parto del 20 maggio 2016. La decisione, riferita dalla stampa locale il 28 ottobre 2026, riporta al centro il tema della paralisi ostetrica del plesso brachiale, del ruolo della consulenza tecnica d’ufficio e del diritto al risarcimento.
In sintesi: secondo le ricostruzioni giornalistiche, la minore ha riportato una lesione del plesso brachiale destro, con postumi permanenti valutati al 45%. La clinica è stata condannata in primo grado a versare 467.426,79 euro alla madre, nella qualità di genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla figlia. La sentenza può essere impugnata.
Che cosa è successo durante il parto del 2016?
La vicenda riguarda una nascita avvenuta il 20 maggio 2016 presso la Clinica Malzoni di Avellino. Secondo quanto riportato da Ottopagine e Anteprima24, il parto si è svolto con l’ausilio di una ventosa ostetrica ed è stato complicato da una distocia di spalla, condizione in cui, dopo la fuoriuscita della testa, una spalla del neonato incontra difficoltà nel passaggio attraverso il bacino materno.
Subito dopo la nascita sarebbe stata osservata una marcata difficoltà di movimento del braccio destro. Un’elettromiografia del 22 settembre 2016 ha documentato una lesione del tratto superiore del plesso brachiale destro, compatibile con la paralisi ostetrica di Erb-Duchenne. Una valutazione neurologica dell’ottobre 2024 ha confermato la persistenza dei postumi.
Che cos’è la paralisi ostetrica del plesso brachiale?
Il plesso brachiale è la rete di nervi che trasmette i segnali dal midollo spinale alla spalla, al braccio e alla mano. Una sua lesione alla nascita può causare debolezza o limitazioni motorie dell’arto superiore. Nella paralisi di Erb-Duchenne sono tipicamente coinvolte le radici nervose superiori.
La gravità è variabile: alcune lesioni recuperano nel tempo, altre lasciano deficit persistenti e richiedono controlli specialistici, fisioterapia o ulteriori trattamenti. La presenza di una distocia di spalla o di una lesione del plesso brachiale non dimostra, da sola, un errore medico. Per accertare una responsabilità occorre ricostruire il contesto clinico, le manovre eseguite, la loro appropriatezza e il rapporto causale con il danno.
Chi dovrà pagare il risarcimento?
Secondo le notizie sulla pronuncia, il soggetto condannato in primo grado è la Clinica Malzoni di Avellino, quale struttura sanitaria convenuta nel giudizio civile. Il pagamento è disposto a favore della madre nella qualità di genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore, per il danno subito dalla figlia.
È importante distinguere la responsabilità civile della struttura dall’eventuale responsabilità penale personale dei professionisti: la decisione qui descritta è una sentenza civile di primo grado e non una condanna penale dei sanitari.
Perché il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità della clinica?
Un elemento decisivo, secondo le cronache, è stata la consulenza tecnica d’ufficio (CTU) disposta dal giudice. I consulenti hanno collegato la lesione neurologica alla condotta dei sanitari in occasione del parto complicato da distocia di spalla e hanno stimato l’invalidità biologica permanente al 45%. Hanno inoltre segnalato la necessità di proseguire nel tempo con trattamenti riabilitativi appropriati.
Nel giudizio civile la CTU aiuta a chiarire aspetti specialistici quali la natura del danno, il nesso causale e i postumi. Il giudice valuta le conclusioni peritali insieme agli altri elementi processuali. Senza il testo integrale della sentenza non è corretto attribuire al Tribunale specifiche valutazioni su singole manovre ostetriche che le cronache non descrivono in dettaglio.
Come si arriva a 467.426,79 euro?
La somma riportata è pari a 467.426,79 euro a titolo di danno non patrimoniale. Secondo Ottopagine, la liquidazione considera un danno biologico permanente del 45%, una componente di danno morale del 15% e una personalizzazione del 15%, secondo i criteri richiamati nella pronuncia. Sono inoltre indicati interessi compensativi e spese legali secondo quanto stabilito dal giudice.
Questi importi non costituiscono una tariffa automatica per ogni lesione da parto: la quantificazione dipende dalle condizioni della persona, dalla documentazione clinica, dall’accertamento medico-legale e dai criteri applicabili al singolo caso.
Quali documenti sono importanti quando si sospetta un danno da parto?
- Cartella clinica ostetrica e neonatale: cronologia del travaglio, annotazioni sull’assistenza, eventuali manovre e condizioni del neonato.
- Esami e visite specialistiche: valutazioni neurologiche, elettromiografia, esami di controllo e documentazione riabilitativa.
- Documentazione dei postumi: limitazioni funzionali, necessità assistenziali e percorso terapeutico nel tempo.
- Valutazione medico-legale: analisi dell’appropriatezza dell’assistenza e del possibile nesso causale, senza confondere la complicanza con la colpa.
La sentenza è definitiva?
No, non risulta definitiva. Le fonti descrivono una pronuncia di primo grado, potenzialmente impugnabile. Al momento della redazione non è stato acquisito il testo integrale della decisione e non è possibile confermare l’esistenza di un eventuale appello. Ogni aggiornamento processuale dovrà essere verificato prima di modificare l’articolo.
Domande frequenti
Una distocia di spalla significa necessariamente errore medico?
No. È una complicanza ostetrica che può verificarsi anche in presenza di un’assistenza corretta. La responsabilità richiede un accertamento specifico sulla condotta e sul nesso causale.
Una paralisi del plesso brachiale è sempre permanente?
No. L’evoluzione dipende dal tipo e dalla gravità della lesione. Nel caso oggetto della sentenza le cronache riportano postumi permanenti stimati al 45%.
Chi riceve il risarcimento quando il paziente è minorenne?
Nel caso riferito il pagamento è stato disposto alla madre in qualità di genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore. La titolarità del danno riconosciuto riguarda la bambina.
Quanto vale una lesione da parto?
Non esiste un importo fisso. Sono determinanti gravità e durata dei postumi, conseguenze personali, documentazione e valutazione medico-legale.
Fonti e limiti della ricostruzione
- Ottopagine, 28 ottobre 2026 — Paralisi da parto: clinica condannata al risarcimento.
- Anteprima24, 28 ottobre 2026 — Neonata resta paralizzata durante il parto.
- Il Fatto Vesuviano, 29 ottobre 2026 — Ricostruzione della sentenza.
Nota editoriale: articolo informativo basato su fonti giornalistiche; il testo integrale della sentenza non è stato esaminato. La decisione è di primo grado. L’immagine di copertina è illustrativa e non ritrae le persone coinvolte.

